I dilemmi sulle elezioni anticipate non sono pochi per Re Silviotto. Infatti il prossimo governo dovrà per evitare il default greco in Italia (argomento che i media hanno amabilmente riposto in un cassetto) effettuare tagli alla spesa e ai servizi pubblici e contestuale aumento di imposte e tasse. Questo sarebbe un ottimo momento per Berlusconi per far vincere la sinistra con una risicatissima maggioranza. Lasciare che il PD si auto distrugga con finanziarie lacrime e sangue mentre le sue TV tornano immediatamente a parlare di crisi economica, sbarchi di clandestini, rapine in villa e omicidi di infanti. Un annetto di questa cura e quando l’armata brancaleone di sinistra cadrà anzitempo Berlusconi tornerà al potere con una solida maggioranza senza avere finiani, raisiani e bocchiniani tra i piedi.
Quindi dov’è il dilemma? Il dilemma amletico consiste nella magistratura che appena caduto il governo ricomincerà a processarlo (infatti il legittimo impedimento lo tutela finchè è Primo Ministro e non un secondo di più). E potrebbe anche darsi (il condizionale è d’obbligo) che nel periodo che va tra l’inizio del governo di Centro-Sinistra e la sua caduta (periodo stimato tra i 6 e i 24 mesi) Berlusconi possa essere condannato in via definitiva, con la sanzione accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. E come ha insegnato la vicenda Previti: perpetuo vuol dire proprio perpetuo.
Come vedete il dilemma è pari all’amletico to be or not to be e mentre Re Silviotto con il Teschio in mano si arrovella per decidere se è meglio essere o non essere Primo Ministro il marcio continua a prosperare in Danimarca. Si, diciamo Danimarca.
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