L’Italia batte 2 – 1 l’Estonia, ma con qualche brivido e troppa fatica…

In questo primo match per le qualificazioni ad EURO 2012, gli undici di Prandelli dovevano naturalmente tornare da Tallinn con i tre punti e così è stato, ma per lunghi tratti il risultato è sembrato a rischio. Sebbene la partita contro l’Estonia, in fondo alle classifiche FIFA, non avrebbe dovuto presentare grandi difficoltà, il campo ha alquanto smentito questa impressione.

D’altra parte è anche vero che il tecnico di Orzinuovi ed il suo staff hanno varie attenuanti. Innanzitutto si giocava in trasferta, con un clima ostile e cogli spettatori a ridosso del campo, alcuni dei quali ci sono talvolta entrati pure dentro, Balotelli indisponibile, ma soprattutto questa nuova Nazionale deve ancora fare del rodaggio. E comunque le orde di stranieri presenti nel Campionato di Serie A non sembra giovare molto per il calcio italiano.

Nel primo tempo, a parte alcuni sprazzi, l’Italia si mostra un po’ sbiadita, troppo schematica e confusionaria e concede nei primi minuti una grande occasione a Puri che scheggia la traversa di Sirugu. Poi, a parte una bella incursione in area di Pazzini che dalla destra calcia un bel diagonale rasoterra, i tiri verso la porta sono davvero rari e più di marca estone. Al limite della loro area Bonucci e Chiellini non si capiscono e la palla finisce a Vassiljev che, per loro fortuna, calcia ben oltre il montante. Ma alla mezz’ora l’Estonia va a segno grazie a un gran tiro su punizione di Vassiljev che rimbalza sul campo bagnato costringendo alla respinta sulla quale si avventa Zenjov spingendola in rete. In questo goal, a parte il rapido Cassani, i centrali della difesa hanno evidentemente mostrate di non avere nella rapidità la loro dote migliore.

La reazione degli azzurri si limita ad un altro bel diagonale di Pazzini, ma dal limite sinistro dell’area piccola, ben parato e ad un azione di Cassano che al 40’ prende palla dal limite e tira discretamente un rasoterra che esce di circa un metro. Ma le punte italiane sono troppo imprecise e gli estoni mettono i brividi alla nostra difesa con un bel contropiede finito con Zenjov che, fermato con un intervento dubbio, cade al limite dell’area.

Nella ripresa, dopo l’ennesimo errore di un Pepe inefficace ed impreciso, Prandelli lo sostituisce con Quagliarella e la squadra sembra giovarne. Sicuramente la sorte dà una mano agli azzurri che al 14’ trovano il pareggio grazie a Cassano, che incorna facilmente su angolo di Pirlo. La squadra acquisisce maggiore fiducia nei suoi mezzi e si spinge maggiormente, conquistando terreno. Tuttavia per il goal del 2-1 ci vuole un altro calcio piazzato: Pirlo batte un angolo basso che Cassano addestra genialmente di tacco per Bonucci che a due passi dalla porta di Pareiko non può sbagliare.

L’Italia ora può gestire più agilmente la palla, malgrado un Pirlo non al top e procede al piccolo trotto, subendo solo un buon tiro in area di Rahn respinto in angolo. Ma al 46’ ci pensa Sirigu ad angosciare i suoi con una smanacciata maldestra ad un pallone alto, ma rimediando poi ad una pericolosa mischia in area che avrebbe potuto significare la beffa.

Insomma, considerando anche i limiti dell’Estonia, non è stata una prova da applausi per l’Italia che, come ha anche sottolineato Pirlo, ha bisogno di ancora 3 / 4 partite per raggiungere l’amalgama necessaria. A parte il genio e la sregolatezza di Cassano, la brillante prova di Pazzini e di Molinaro, poco altro di buono è emerso dalla serata di Tallinn, con una difesa che non lascia troppo spesso tranquilli, un centrocampo con scarsa inventiva ed un Pepe personalmente al momento improponibile.

Fabio  Ferrazzano

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