Archive for ‘November 30th, 2010’

Nowhere Boy

Nowhere Boy

Now-Here Boy o No-Where Boy, come dire, un ragazzo: Qui ed Ora o da Nessuna parte? Un titolo che riassume perfettamente l’infanzia e l’adolescenza, decisamente difficili, di uno dei più grandi miti del secolo scorso: John Lennon. Questa non è la storia dei Beatles, anche se Paul e George ci sono, ma di un ragazzo di Liverpool, cresciuto senza madre, che è, a tutt’oggi, un punto di riferimento per milioni di persone in tutto il mondo.
La vita di John Lennon prima che diventasse leggenda. Sullo sfondo della Liverpool del 1955 scorrono tutti i luoghi che sono in seguito diventati gloriosi: Strawberry Field, Penny Lane, ed ecco John (Aaron Johnson) allevato dagli zii, Mimi (Kristin Scott Thomas) e George (David Threlfall), che si sono presi cura di lui. Ma lui vuole riallacciare i rapporti con la squinternata Julia (Anne-Marie Duff), che è pur sempre sua madre. Con lei impara a suonare la chitarra e con i Quarrymen si esibisce nelle feste parrocchiali perché nel frattempo ha conosciuto Paul (Thomas Brodie Sangster) e George (Sam Bell). Quando Julia muore in un incidente il rapporto con Paul, anche lui orfano di madre, diventa intensissimo. Il resto è storia.
Nowhere Boy è stato diretto da Sam Taylor-Wood, nota artista concettuale che lavora nel campo della fotografia e del cinema, membro del movimento Young British Artists. La sceneggiatura è tratta dal libro di Julia Baird, sorellastra di Lennon, nel quale ne ha raccontato l’infanzia. La Wood è riuscita a restituire l’intensità emotiva, il dolore, la mancanza che hanno marchiato la crescita di Lennon senza l’uso di musiche dei Beatles. Fatta eccezione di A Hard Day’s Night e di Mother, concessa da una entusiasta del film, Yoko Ono. Tenete d’occhio Aaron Johnson che interpreta magnificamente la star e lo diventerà anche lui a sua volta. Come ha scritto il critico americano Roger Ebert, che ha amato molto la pellicola: “Quello che alla fine impariamo da questo primo stralcio di vita di Lennon è che noi arriviamo alla possibilità di pensare che se Julia ci fosse sempre stata per il figlio, lui non ci sarebbe stato per noi. Questo ci fa riflettere anche sul fatto che se: tutto quello di cui abbiamo bisogno è amore, questo non è sempre quello che ottieni”.

* Regia: Sam Taylor Wood
* Con: Aaron Johnson, Kristin Scott Thomas, David Morrissey, Thomas Sangster, Anne Marie Duff
* Distributori: 01 Distribution
* Genere: Biografico, Drammatico, Musicale
* Durata: 98′
* Data di uscita: 03-12-2010

Politica, inverno. Qualcosa è cambiato

Politica, inverno. Qualcosa è cambiato

Sono passati tre mesi dall’agosto infuocato della politica, dai ricordi di quello che è stato ribattezzato metodo Boffo, dall’assalto della casa di Montecarlo. Sembra un secolo e bisogna girarsi in fretta quando si guarda indietro, se no viene il torcicollo. La tensione sembra essere scesa, di una misura ragionevole, tanto che le nebbie che hanno avvolto la democrazia sembrano ora diradarsi, diventare meno fitte. Il quadro politico registra cambiamenti, cambiamenti veri e cambiamenti seri, che meritano di essere studiati, almeno alla superficie.

“Caligola” spettacolo drammatico ed emozionante in scena al Teatro Parenti di Milano

“Caligola” spettacolo drammatico ed emozionante in scena al Teatro Parenti di Milano

Andrà in scena al Teatro Franco Parenti di Milano uno degli spettacoli più intensi ed emozionanti di Corrado d’Elia, in cui la profonda umanità dell’animo umano viene totalmente messa a nudo. Drammatica la scenografia, nella quale la scena completamente bianca, immagine di solitudine e malattia , viene spezzata dal rosso della vasca, piena di palline rosse che simboleggiano il sangue della follia omicida dell’imperatore, il cui dramma interiore è tutto incentrato sulla lotta tra la coscienza individuale ed il potere politico privo di scrupoli.
Sulle note di valzer ballati dai vivi e dai morti, Caligola esprime dolore estremo per la perdita dell’amore ed una stralunante malinconia, che lo porteranno a quella spinta distruttiva che caratterizzerà la sua vita La sua vera colpa non è la sua furia omicida, ma la sua condizione di imperatore, che lo porta ad essere fagocitato in un complicato meccanismo di potere.
Un vero e proprio mostro, la cui mostruosità è data, in fondo, dalla sua estrema umanità e dalla consapevolezza dell’impossibilità di essere libero e felice, che alimenta a tal punto la sua follia, da portarlo alla sua stessa morte.
Ed è proprio questa attuale ed irrinunciabile umanità che lo spettacolo vuole raccontare.

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