Alluvione Genova, pool di periti

Oltre tremila pagine costituite da documenti, ma anche da foto, filmati registrati da privati con i telefonini cellulari che riportano i momenti piu’ drammatici del giorno in cui sono esondati il torrente Fereggiano e alcuni rii, tra i quali il Rovare e il Noce. Costituiscono il dossier del nucleo di polizia giudiziaria che insieme al pool di periti, incaricati dalla Procura, indaga per capire le cause dell’alluvione che ha colpito Genova lo scorso 4 novembre, provocando sei morti e ingenti danni. Il geologo Alfonso Bellini, l’ingegnere idraulico Marco Masetti, l’ingegnere ambientale Annunziato Siviglia e il geologo Marco Tubino, incaricati dalla Procura, hanno 160 giorni di tempo per concludere il loro lavoro e consegnare agli inquirenti una relazione con le risposte ai quesiti posti dai magistrati. In particolare lo staff dei periti dovrà chiarire le cause che hanno poi provocato l’esondazione dei torrenti e rii. Quindi dovranno essere ricostruiti i fenomeni dei danni derivati dall’alluvione. Con questa attività di indagine si vuole insomma capire se gli eventi erano prevedibili e se erano evitabili. Altro aspetto sul quale la Procura vuole indagare è se lo stato di allerta sia stato gestito correttamente. La scadenza per depositare le perizie è prevista per i primi dieci giorni di maggio. Ovviamente se il lavoro dei periti non sarà terminato potrà essere chiesta una proroga. Oltre alla documentazione è in corso l’acquisizione di tutte le testimonianze utili per far luce su quanto è accaduto comprese quelle per capire come ogni scuola si è comportata in quel frangente. Nel frattempo proseguono i lavori di somma urgenza per il ripristino delle zone interessate dall’alluvione. Tra queste via Donghi dove si erano aperte cinque voragini.

Marco Tubino, incaricati dalla Procura, hanno 160 giorni di tempo per concludere il loro lavoro e consegnare agli inquirenti una relazione con le risposte ai quesiti posti dai magistrati. In particolare lo staff dei periti dovrà chiarire le cause che hanno poi provocato l’esondazione dei torrenti e rii. Quindi dovranno essere ricostruiti i fenomeni dei danni derivati dall’alluvione. Con questa attività di indagine si vuole insomma capire se gli eventi erano prevedibili e se erano evitabili. Altro aspetto sul quale la Procura vuole indagare è se lo stato di allerta sia stato gestito correttamente. La scadenza per depositare le perizie è prevista per i primi dieci giorni di maggio. Ovviamente se il lavoro dei periti non sarà terminato potrà essere chiesta una proroga. Oltre alla documentazione è in corso l’acquisizione di tutte le testimonianze utili per far luce su quanto è accaduto comprese quelle per capire come ogni scuola si è comportata in quel frangente. Nel frattempo proseguono i lavori di somma urgenza per il ripristino delle zone interessate dall’alluvione. Tra queste via Donghi dove si erano aperte cinque voragini.

Related posts:

  1. Alluvione, intesa tra Regione e Enea
  2. GENOVA: EUROFLORA 2011 – PERCORSI SPETTACOLARI TRA FIORI E PIANTE DA CINQUE CONTINENTI – DAL 21 APRILE AL 1° MAGGIO
  3. Genova- Nuovi spiragli per il Carlo Felice
  4. METRO COADIUVA LA PROTEZIONE CIVILE NELL’ALLUVIONE IN LIGURIA
  5. Acquario di Genova preferito dopo Disneyland e la Valle dei Templi

Leave a Reply

BREAKING NEWS

ADVERTISEMENT

Log in -