Camparisoda festeggia i suoi primi 80 anni e guarda al verso il futuro cavalcando ciò che da sempre lo ha contraddistinto: la modernità e la capacità di interpretare e fare propri i linguaggi contemporanei.
Camparisoda festeggia i suoi primi 80 anni e guarda al verso il futuro cavalcando ciò che da sempre lo ha contraddistinto: la modernità e la capacità di interpretare e fare propri i linguaggi contemporanei.
Fino al 2 settembre prossimo la Pinacoteca Agnelli al Lingotto di Torino ospita la mostra Meraviglie di carta, Devozioni creative dai monasteri di clausura.
Ideata da Elena Geuna, la mostra vuole proseguire il ciclo di esposizioni temporanee della Pinacoteca Agnelli dedicate al collezionismo, con una selezione di significative paperoles o papier roulés provenienti da collezioni private.
Oltre un centinaio di esemplari, alcuni appartenenti alla fotografa americana Nan Goldin, a testimoniare un’arte fiorita tra il Seicento e l’Ottocento, quella di reliquiari di carta, cere, avori, vetri e cristalli, ma anche perline e conchiglie, realizzati dalle suore di clausura e venduti anche a famiglie e persone per lo più di nobile lignaggio, in Francia, Austria, Spagna e Austria.
La mostra è aperta con la Pinacoteca, che conserva opere tra gli altri di Canova, Canaletto, Renoir e Picasso, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19. In programma laboratori per scuole e singoli sulla carta. Il sito ufficiale sotto www.pinacoteca-agnelli.it
Dopo la 54a Esposizione Biennale d’arte di Venezia il tappeto del designer sardo Silvio Betterelli approda al Salone del Mobile a Milano.
L’opera è esposta alla Collettiva al Chiostro della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale insieme alle altre creazioni della collezione Nodus, fino al 22 aprile.
Sabato 21 aprile, in occasione della Milano Design Week, 15 locali esclusivi in tutta Italia saranno uniti in contemporanea nel corso della stessa serata, non solo dall’irresistibile gusto di Brancamenta, ma anche dalle opere realizzate appositamente dagli studenti della NABA di Milano – Nuova Accademia di Belle Arti – che, attraverso una collaborazione esclusiva, hanno reinterpretato artisticamente con simbolici scatti fotografici il “brivido di piacere” di Brancamenta. Quindici visual atmosferici unici, esposti uno in ogni locale della Brancamenta Night, che giocano linguisticamente con l’onomatopea più “classica” di Brancamenta, il suo inconfondibile “Brr…”, e la trasformano in un rebus anomalo all’insegna dello stupore e della meraviglia da… brrrivido!Quindici verbi e una parola magica da individuare: il tutto nel tempo massimo di una notte.
Dal 10 marzo al 24 giugno 2012, la città di Bergamo celebra Carlo Ceresa (1609-1679), uno dei suoi più illustri pittori bergamaschi, con una grande mostra antologica presso gli spazi del Museo Adriano Bernareggi e dell’Accademia Carrara/GAMeC. Carlo Ceresa. Un pittore del Seicento lombardo tra realtà e devozione, questo il titolo della mostra. In esposizione 100 dipinti realizzati da Ceresa e anche dei suoi contemporanei come Daniele Crespi, Evaristo Baschenis e Genovesino. Oltre da importanti testimonianze di pittori che garantiscono una rilettura dell’opera di Ceresa, di cui Giovan Battista Moroni, Bernardo Strozzi e Fra Galgario. Curata da Simone Facchinetti, Francesco Frangi e Giovanni Valagussa (orari: martedì-domenica 10-19 – giovedì 10-22 – chiuso lunedì, ingresso 9 euro, ridotto 6 – info e prenotazioni: 035 218041). Le opere che fanno parte della selezione in mostra, provengono da diverse istituzioni museali, sia italiane che straniere, da alcune chiese del territorio e dalle collezioni privare, tutti i temi esplorati dall’artista bergamasco, specialista del ritratto e dei soggetti sacri, fra cui l’Angelo annunciante dell’Accademia Albertina di Torino e il Ritratto di gentiluomo del Museo del Prado di Madrid. La rassegna prende in considerazione l’intera produzione artistica che il pittore espresse durante i suoi 50 anni di attività. Il percorso della mostra si snoda dalle sale del Museo Bernareggi, dove viene analizzata l’attività giovanile di Ceresa e il suo apprendistato sulle stampe antiche, mentre la sezione allestita all’interno della GAMeC: tratta la parte più ampia dell’esposizione, tra pale d’altare e ritratti – seguendo un percorso affascinante dedicato a una serie di recuperi e eccezionali restauri di opere delle chiese del territorio. Dalla maturità alla vecchiaia, e si apre con uno sguardo sulla grande pittura barocca del 1600, a cui si contrappone la scelta poetica, di forte ispirazione realista di Ceresa. La mostra continua nello spazio allestito presso, Orio Center (via Portico, 71 – Orio Al Serio), dove si possono ammirare il Ritratto di gentiluomo e la Natività di Gesù adorato dai pastori e San Felice di Cantalice, mai esposti prima. L’artista dipinge più di 450 quadri nella sua vita, tra opere sacre che rappresentano Gesù, Maria e i santi, spesso commissionati per essere esposti nelle chiese e i ritratti di personaggi importanti commissionati dalla Famiglia stessa per darsi prestigio. Oggi ne sono rimasti meno di 300, alcuni si trovano ancora nelle chiese, altri sono in case dei discendenti dei nobili ritratti, altri ancora in musei e collezioni private. Accompagna la mostra un bel catalogo Silvana Editoriale, Milano. La mostra antologica dedicata a Ceresa prende anche diversi “eventi collaterali” che si svolgono in vari luoghi della città. Particolare è la rassegna enogastronomia intitolata: “A tavola con Carlo Ceresa”, ispirata alla cucina del’600 e coordinata con la mostra, promossa da Ascom e Confersercenti, in collaborazione con Camera di Commercio e Turismo Bergamo. Per maggiori informazioni sui siti: www.fondazionebernareggi.it – www.accademiacarrara.bergamo.it
La prima grande mostra della Reggia di Venaria per il 2012 ha un protagonista d’eccezione: Eugenio di Savoia, condottiero, militare, combattente in tante battaglie tra Sei e Settecento, dall’assedio di Vienna del 1683 a quello di Torino del 1706, ma soprattutto collezionista d’arte.
Le sale delle Arti al secondo piano della Reggia e alcuni rinnovati spazi al primo ospitano le sue collezioni di quadri, conservate fino ad adesso alla Galleria Sabauda di Torino, che ha iniziato il suo trasloco verso la sede definitiva, nella Manica lunga di Palazzo Reale a Torino.
La mostra è organizzata ricostruendo gli ambienti del Palazzo del Belvedere a Vienna in cui Eugenio organizzò la sua collezione, poi acquistata dopo la sua morte da Carlo Emanuele III, che battè sovrani e ministri europei. Tra i pezzi più pregiati, diversi maestri fiamminghi, nature morte, ma anche quadri mitologici e sacri, libri antichi, oggetti. Non manca un parallelo con altri due famosi collezionisti, Jeanne Baptiste d’Albert de Luynes, contessa di Verrua (1670-1736), la seducente amante di Vittorio Amedeo II “regina” indiscussa dei “salotti culturali” parigini, e Vittorio Amedeo di Carignano (1690-1741), genero della contessa di Verrua e generale delle armate di Francia.
Per l’occasione la Reggia di Venaria introduce un biglietto cumulativo di 15 euro per la mostra e le sale della Reggia, valido per tutta la durata dell’esposizione, che si concluderà il 9 settembre prossimo. Possibilità di offerte cumulative anche con il nuovo allestimento in fieri della Galleria Sabauda.
La mostra con la Reggia è aperta da martedì a venerdì dalle ore 9 alle 17, con ultimo ingresso alle 15 e 30, sabato e domenica dalle 9 alle 20 con ultimo ingresso alle 18 e 30. Apertura anche a Pasqua e Pasquetta. Per informazioni visitare il sito http://www.lavenaria.it/
Si chiama Google Art Project il più grande museo del mondo; il più grande motore di ricerca ospita infatti, le opere d’arte di 151 musei di oltre 40 paesi nel mondo. Il progetto è in continua espansione e ha superato già le 30mila opere; soo oltre 1000 i dipinti che si sono aggiunti rispetto alla prima fase del progetto. Dallo Studio Ovale di Washington, al museo del Qatar, o ancora i musei Capitolini e il Trittico Santiniketan di New Delhi, diventano digitali e perciò fruibili da tutti.
E’ possibile la ricerca tra le opere secondo le query per nome dell’artista, opera, disciplina, museo, paese; grazie a Street View è possibile la passeggiata virtuale all’interno delle gallerie dei musei, e realizzare una propria galleria personalizzata, scegliendo e registrando le opere più significative.
E l’emozione che sa dare un’ opera d’arte vista dal vivo? A Mountain View ci stanno lavorando….
Dal 5 aprile inizia la nuova vita della Galleria Sabauda di Torino, che dalla storica sede del Palazzo dell’Accademia delle scienze, dove ci sarà d’ora in poi solo il Museo Egizio e l’Accademia, si trasferisce nella Manica lunga di Palazzo Reale, con ingresso da via XX Settembre 88, sopra il Museo di antichità.
Al momento è visitabile solo il piano terra, al quale si aggiungeranno gli altri quattro piani entro il 2014, che presenta alcune delle opere più famose, quelle di Van Eyck, Guido Reni, Defendente Ferrari, Beato Angelico, Filippino Lippi, Orazio Gentileschi, in un nuovo percorso che valorizza ancora di più la bellezza e la grandezza di opere che fanno parte di una collezione unica al mondo, una delle pinacoteche italiane con il più alto numero di quadri stranieri.
Il nuovo allestimento della Galleria Sabauda, che vede fino a settembre la collezione del Principe Eugenio esposta in parallelo alla Reggia di Venaria in attesa di raggiungere la sua nuova casa nello stesso posto, fa parte del progetto del Polo Reale, un insieme di Musei storici e palazzi che diventerà fulcro della vita culturale e turistica torinese. Nello stesso complesso architettonico si troveranno rinnovati entro il 2014 la Galleria Sabauda, appunto, Palazzo Reale, l’Armeria Reale, il Museo di antichità e i rinnovati Giardini reali, progettati da André le Notre, lo stesso paesaggista che lavorò a Versailles per il Re Sole.
La Galleria Sabauda aspetta i suoi visitatori nella Manica Nuova di Palazzo Reale dal martedì alla domenica dalle 9 alle 18 e 30, con ultimo ingresso alle 17 e 30.
TREND Group, azienda ai vertici internazionali nella produzione di mosaico, agglomerati e vetro decorativo, ha una buona notizia per quanti, puntualmente, vivono la primavera combattuti tra il desiderio di rinnovare l’aspetto degli ambienti di casa e il timore di dover affrontare i disagi di un piccolo cantiere casalingo.
Milano, capitale della moda e del design, anche quest’anno è stata protagonista alla 32° edizione della Borsa Internazionale del Turismo, al quartiere fieramilano a Rho dal 16 al 19 febbraio. Per il secondo anno la Bit, presente in città con una ricca proposta di eventi, mostre fotografiche, appuntamenti musicali, culturali e gastronomici all’insegna dell’internazionalità. L’iniziativa, nata dalla collaborazione con il Comune di Milano, Expo 2015 e gli Eventi del Turismo, e Brera Associazione Commercianti. Ricco il programma proposto da Bit Expo 2015: tutto il mondo in città, Milano al centro del Mondo a cominciare dalla Slovenia che, alla Triennale ha proposto “Silent Revolutions”, una mostra dedicata alla creatività e al design made in Slovenia. Nell’occasione, sempre alla Triennale (Viale Alemagna, 6) è stata presentata “Carapace”, la cantina progettata dal più famoso scultore italiano vivente Arnaldo Pomodoro per il Sagrantino di Castelbuono, la prima scultura al mondo nella quale si vive e si crea un vino. Una cantina d’autore per un vino d’autore. Ecco il “Carapace”, la cantina progettata per la Tenuta Castelbuono della famiglia Lunelli, realizzato da uno dei grandi dell’arte contemporanea, il Maestro Pomodoro, nella quale già nasce quel grande vino che è il Montefalco Sagrantino. Il “Carapace” sfida i confini fra scultura e architettura, un’opera unica in cui arte e natura, scultura e vino dialogano fra loro. Questo grande progetto portato avanti dalla famiglia Lunelli, al di là del Trentino, grazie soprattutto all’eccellenza raggiunta con le bollicine Ferrari. Affascinati da una terra antica e quasi mistica come l’Umbria e da un vino di potenza e longevità notevole come il Sagrantino, i Lunelli acquisirono la Tenuta Castelbuono, 30 ettari vitati nei comuni dislocati di Bevagna e Montefalco. Nel 2001, e nel 2003 vide la luce, prima il Montefalco Sagrantino DOCG, e successivamente il Montefalco Rosso DOC. Il progetto nasce dalla visita e dallo studio dei luoghi: la tenuta è immersa in un ambiente naturale straordinariamente suggestivo che ricorda i paesaggi raffigurati nei quadri degli artisti del Rinascimento, che sono tipici anche del Montefeltro dove è nato l’artista. Racconta Pomodoro il mio intervento quindi non doveva disturbare la dolcezza delle colline dove si estendono i vigneti, anzi doveva integrarsi perfettamente con l’ambiente. Ho avuto l’idea di una forma che ricorda la tartaruga, simbolo di stabilità e longevità che, con il suo carapace rappresenta l’unione tra terra e cielo. Dopo sei anni di lavori, avviati nel 2006, finalmente la cantina sarà inaugurata il prossimo 16 giugno 2012 con la presentazione di una nuova etichetta. Il “Carapace” si offre allo sguardo come una grande cupola ricoperta di rame, incisa da crepe che ricordano i solchi della terra che l’abbraccia.