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	<title>Il Nord &#187; Posta dei Lettori</title>
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	<description>Giornale di Notizie dal Nord Italia</description>
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	<item>
		<title>Gigio Gigi e Mario Monti</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 16:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucianopetrullo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Posta dei Lettori]]></category>

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		<description><![CDATA[Buongiorno, sono Gigio Gigi, un uomo qualsiasi. Un uomo normale. Un uomo con un lavoro di merda, e uno guadagno di merda. Evidentemente sono un uomo di merda, o come dice qualcuno per confortarmi, soltanto sono stato sfortunato. Una laurea ce l’ho. Intelligente pure dovrei esserlo, anche se molti mi dicono che non lo sono]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.ilnord.com/wp-content/uploads/2011/12/tanti-uomini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-36434" title="tanti uomini" src="http://www.ilnord.com/wp-content/uploads/2011/12/tanti-uomini-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Buongiorno, sono Gigio Gigi, un uomo qualsiasi.</p>
<p>Un uomo normale.</p>
<p>Un uomo con un lavoro di merda, e uno guadagno di merda.</p>
<p>Evidentemente sono un uomo di merda, o come dice qualcuno per confortarmi, soltanto sono stato sfortunato.</p>
<p>Una laurea ce l’ho. Intelligente pure dovrei esserlo, anche se molti mi dicono che non lo sono perché non sono furbo, perché pago le tasse e faccio le file senza cercare di aggirarle.</p>
<p>Faccio un lavoro che mi costringe ad avere a che fare, quotidianamente, con tanti iddii in terra, i magistrati. E non li chiamo iddii per irriderli, tutt’altro, li chiamo così perché lo sono.</p>
<p>Fortuna che sono ateo/buddhista, così almeno mi evito di doverli osannare, come, invece, tanti colleghi usualmente fanno. Ma questo è un altro aspetto del mio “non essere furbo”, e quindi anche, probabilmente, poco intelligente.</p>
<p>Ma non mi lamento.</p>
<p>Se penso che altri, gente importante, di indiscusso valore, con titoli di studio e palmares strabilianti, per aggiustare l’Italia aumentano il costo della benzina, mi convinco sempre di più che sono le cose facili quelle che contano. Forse spesso ce ne dimentichiamo.</p>
<p>E le cose semplici, apparentemente addirittura stupide, le sanno fare i ricchi, gli uomini di potere.</p>
<p>Pensate che c’era un politico ricco e importante che per risolvere i suoi problemi semplicemente cambiava le leggi.</p>
<p>I Gigio Gigi come me, invece non possono fare miracoli facendo cose semplici, ma glieli chiedono, perbacco.</p>
<p>Per esempio dovrebbero, i Gigio Gigi, pagare i debiti contratti dagli altri, pur senza avere più una lira. Ed ecco che, ai ricchi e importanti tocca fare cose semplici, e ai Gigio Gigi fare i miracoli.</p>
<p>Anche se poi diranno che i miracoli li hanno fatti loro.</p>
<p>Ci fossi stato io, al posto di Monti, niente niente, avrei pensato che un limone spremuto non caccia più succo, pensa te, che pensiero complicato e stupido.</p>
<p>Ma la borsa pare ci creda. Cacceremo ancora succo dai nostri limoni spremuti! Bene, bravi, bis! E la borsa vola.</p>
<p>Dicono che i ricchi se ne stanno andando all’estero. Balle. Dove potrebbero stare meglio che in Italia? Sono protetti e coccolati, e se c’è ombra di crisi gli chiedono pure di governare. Altrove pagherebbero tasse profumate, pensa te.</p>
<p>Sono Gigio Gigi, e sapete che vi dico? Che tutto questo disfattismo non mi condiziona. Tanto la mia vita non cambierà. Un lavoro di merda e guadagni di merda. Sono un uomo normale. Sempre piegato  a 90 gradi per aiutare gli altri, specie se ricchi.</p>
<p>Mi ribellerò?</p>
<p>Certo fra qualche giorno dovrei incrociare le braccia per tre ore. Una protesta coi fiocchi. Una rivoluzione.</p>
<p>Sono Gigio Gigi, uomo normale, e da normale voglio concedermi il lusso di mandare tutti a cagare; è l’unico lusso che posso permettermi. E me lo tengo stretto, nessun Monti potrà sottrarmelo.</p>
<p>Pare niente, ma conta ancora molto.</p>
</div>
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		<coop:keyword><![CDATA[Politica]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Posta dei Lettori]]></coop:keyword>
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		<item>
		<title>Precari in Parlamento, ma i portaborse ora si ribellano</title>
		<link>http://www.ilnord.com/2011/06/10/precari-in-parlamento-ma-i-portaborse-ora-si-ribellano/</link>
		<comments>http://www.ilnord.com/2011/06/10/precari-in-parlamento-ma-i-portaborse-ora-si-ribellano/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 19:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Rubinetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posta dei Lettori]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche i parlamentari più sensibili al tema del precariato non regolarizzano i propri assistenti. Così stanno partendo le prime cause di lavoro. I precari sono ovunque, anche in Parlamento. Sì, proprio nel luogo dove si fanno tanti bei propositi per combattere il precariato, giovani e meno giovani, sottopagati, spesso in nero e per poche centinaia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnord.com/wp-content/uploads/2011/06/parlamento-e1307312170194.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24874" title="parlamento-e1307312170194" src="http://www.ilnord.com/wp-content/uploads/2011/06/parlamento-e1307312170194-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Anche  i parlamentari più sensibili al tema del precariato non regolarizzano i  propri assistenti. Così stanno partendo le prime cause di lavoro.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">I  precari sono ovunque, anche in Parlamento. Sì, proprio nel luogo dove  si fanno tanti bei propositi per combattere il precariato, giovani e  meno giovani, sottopagati, spesso in nero e per poche centinaia di euro  al mese, stazionano alla corte del politico di turno.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Il  parlamentare anti-precariato che usa lavoratori precari. Giuseppe Lumia  del Partito Democratico e membro della commissione Antimafia è stato  recentemente convocato dai giudici della sezione “lavoro” del Tribunale  di Palermo. Non per questioni inerenti la mafia, ma perché è stato  citato in giudizio da Davide Romano, giornalista addetto-stampa precario  dello stesso senatore. Si tratta di una causa da quasi 368mila euro,  pari ai contributi, le tredicesime e ferie non godute negli 8 anni che  Romano ha lavorato per conto di Lumia. Eppure il 24 gennaio 2011, il  parlamentare del Pd tuonava sull&#8217;Ansa: “Il lavoro nero è una metastasi  per l&#8217;economia italiana e calpesta la dignità dei lavoratori”. E poi  invitava il governo a “investire risorse per garantire più opportunità  ai giovani e assicurare loro prospettive di lavoro e di vita più  stabili”. Insomma, contro il precariato, sì, ma quello degli altri.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Gli  altri casi. Ma quello di Lumia non è il primo caso. Nell&#8217;ottobre 2009  per la prima volta un parlamentare veniva costretto a risarcire un suo  portaborse. Si trattava di Gabriella Carlucci, oggi deputato del Pdl,  condannata a pagare la sua ex assistente per tre anni di lavoro non in  regola. A seguire Francesco Barbato dell&#8217;Idv, il quale, secondo il  settimanale Panorama, avrebbe chiuso il contenzioso con una sua ex  collaboratrice, grazie ad una transazione di cui non si conosce il  valore.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Luca  Barbareschi e la onlus. E poiché il fenomeno dei precari “parlamentari”  è realmente bipartisan, al di là delle dichiarazioni d&#8217;intenti, ora  tocca anche a Luca Barbareschi, prima del Pdl, poi di Fli e ora del  Gruppo misto. L&#8217;attore-politico ha creato una fondazione anti-pedofilia  dove lavorano alcuni collaboratori. Spesso, però, alcuni di loro  venivano portati a Palazzo Marini, sede degli uffici dei deputati. Qui  possono entrare teoricamente solo assistenti che abbiano contratto di  lavoro regolare. Invece, a quanto pare, la giornalista che gli ha fatto  causa, impiegata presso la onlus, sarebbe andata spesso a Palazzo  Marini.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Lo  scandalo del 2007. Il primo scandalo scoppiò nel 2007 con un servizio  della trasmissione di Italia 1, Le Iene. Lucci e co. scoprirono che in  Parlamento, su 683 portaborse accreditati, solo 54 avevano regolare  contratto. Tutti gli altri entravano a Montecitorio o a Palazzo Madama  come ospiti o, udite udite, volontari “a titolo non oneroso”. Oggi la  situazione è migliorata, ma il lavoro nero e il precariato ancora non  sono stati estirpati. Su 630 deputati solo 269 hanno depositato copia  del regolare contratto di lavoro, per accreditare assistenti, portaborse  o addetti-stampa. Al Senato, invece, su 321 (senatori a vita inclusi)  192 hanno provveduto alla regolarizzazione. Per carità, pochissime  assunzioni e molto precariato: solo 36 sono assunti, 101 hanno un  contratto a progetto, 51 sono pagati come collaboratori occasionali e 4  fanno “apprendistato”.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">I  rimborsi intascati. Intanto i parlamentari, senza dover fornire alcuna  ricevuta, si intascano 3.690 euro al mese come rimborso per spese  inerenti al rapporto tra eletti ed elettori. In queste spese dovrebbero  rientrare anche quelle per i portaborse, ma alla fine finiscono in gran  parte nelle tasche del parlamentare di turno.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Una  soluzione per superare il problema c&#8217;è. Basterebbe rinunciare o ridurre  in maniera consistente questo rimborso e fare come si fa al Parlamento  europeo: l&#8217;europarlamentare designa un assistente che viene pagato  direttamente dal Parlamento, secondo un tariffario chiaro e puntuale. Ma  poi come farebbero a lucrare?</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<p><a href="http://www.dirittodicritica.com/2011/06/06/precari-parlamento-portaborse-21441" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">http://www.dirittodicritica.com/2011/06/06/precari-parlamento-portaborse-21441</span></a></p>
<p>Paolo Ribichini</p>
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		<title>L&#8217;inizio di una nuova era politica?</title>
		<link>http://www.ilnord.com/2011/05/31/linizio-di-una-nuova-era-politica/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 08:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Mamone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione Nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Milano, Napoli, Bologna, Torino, Trieste, Cagliari. Queste le sei città più importanti dove nelle ultime due settimane si è votato per le elezioni amministrative. Ebbene, sei vittorie per il centro-sinistra tra primo e secondo turno, con picchi clamorosi come nel ballottaggio a Napoli e con qualche sofferenza in più a Bologna, città dove la precedente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnord.com/wp-content/uploads/2011/05/elezioni-amministrative.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24249" src="http://www.ilnord.com/wp-content/uploads/2011/05/elezioni-amministrative.jpg" alt="" width="264" height="191" /></a>Milano, Napoli, Bologna, Torino, Trieste, Cagliari.<br />
Queste le sei città più importanti dove nelle ultime due settimane si è votato per le elezioni amministrative.<br />
Ebbene, sei vittorie per il centro-sinistra tra primo e secondo turno, con picchi clamorosi come nel ballottaggio a Napoli e con qualche sofferenza in più a Bologna, città dove la precedente giunta comunale del Pd aveva reso difficili le cose per i nuovi candidati a causa della pessima amministrazione dimostrata e dell&#8217;anno di commissariamento pre-elezioni.</p>
<p>Una vittoria in particolare, però, tra quelle citate sopra ha una valenza particolare: quella della città di Milano.<br />
Il capoluogo della Lombardia, la capitale economica del Paese, il centro nevralgico del mondo politico italiano è sempre stata una chiara roccaforte del centro-destra, che oramai governava in maniera piuttosto agevole da ben 18 anni.<br />
Lo stesso Presidente Silvio Berlusconi, presentatosi come capolista del Pdl a sostegno del sindaco uscente ricandidato Letizia Moratti, aveva dato peso nazionale alle amministrative di Milano, vedendole come occasione fondamentale per rilanciare la Maggioranza e la propria persona e per dare nuova linfa al Partito e alla coalizione.<br />
Beh, la situazione non  è andata a finire propriamente bene, visto che Giuliano Pisapia, appoggiato da Pd e Idv nonchè vincitore a sorpresa delle Primarie con Sinistra Ecologia e Libertà, ha trionfato altrettanto a sorpresa con un 48% al primo turno e un netto 55% al secondo, portando Milano al centro-sinistra per la prima volta nella Seconda Repubblica.<br />
Una vittoria importante, pesante, decisiva forse per le future sorti politiche del Paese, al termine di una campagna elettorale dove innumerevoli sono state le strumentalizzazioni propagandistiche ed innumerevoli sono stati gli attacchi nei confronti del neo primo cittadino di Milano (non ci si può dimenticare della polemica totalmente  fuori luogo da parte della Moratti nel primo confronto televisivo con Pisapia su Skytg24).</p>
<p>Quello che Milano ha lanciato è un avvertimento chiaro, inviato anche da grossa parte del popolo italiano che si è recato alla urne nelle ultime due settimane.<br />
Un sentore di disagio che è stato clamoroso a Cagliari, ad esempio, dove Zedda anch&#8217;esso vincitore delle Primarie con Sinistra Ecologia e Libertà (Sel), ha riportato la città in mano al centro-sinistra per la seconda volta dal 1946. Il 35enne sardo ha sconfitto in maniera decisa Fantola (59.4%-40.5%), conducendo una campagna elettorale improntata sui giovani e sul modo con cui poterli riconciliarli ad un mondo visto con troppo distacco come quello della politica; è stata la vittoria del nuovo e della novità, dunque, sul vecchio e sulla continuità amministrativa che aveva permesso sin qui al centro-destra di vincere sostanzialmente sempre.</p>
<p>Ma eclatante è anche il caso di Napoli dove Michele De Magistris, inizialmente appoggiato al primo turno solo dall&#8217;Italia dei Valori di Di Pietro, ha travolto Lettieri al ballottaggio con un 65% oggettivamente impressionante. Un tripudio per l&#8217;ex Pm, che ora dovrà saper soddisfare le aspettative e le richieste forti, fatte a gran voce, da molti Napoletani.<br />
De Magistris, pur essendo di centro-sinistra come lo era Rosa Russo Iervolino nella scorsa amministrazione, è l&#8217;inizio di un nuovo capitolo per una città che potenzialmente potrebbe essere una calamita turistica ma che, solcata dalle infltrazioni mafiose e dalla spazzatura, non ha mai potuto valorizzare i propri punti di forza.<br />
Il candidato Europarlamentare per l&#8217;Idv, del resto, si è voluto staccare da quella che è stata la coalizione di Pd-Sel al primo turno. Una coalizione che, infatti, anche a causa dei pessimi risultati della scadente Giunta Iervolino, ha perso in maniera netta con il proprio candidato al primo turno e che si è vista logicamente costretta ad appoggiare l&#8217;ex Pm durante il ballottaggio.</p>
<p>Infine non si possono dimenticare anche le vittorie  in molti comuni e province dell&#8217;Italia settentrionale, in mano precedentemente alla Lega Nord-Pdl. Abbiamo la sorpresa di Novara, poi ci sono Gallarate ed Arcore, oltre a Pavia e a Mantova: tutte situazioni in cui il centro-sinistra è riuscito a sconfiggere la coalizione di centro-destra.</p>
<p>Insomma, forse la segreteria del Pd ha potuto imparato una cosa importante. Per convincere i propri elettori e per magari riagganciare il rapporto con quella parte di cittadini che si è astenuta, è importante essere capaci di guardare alla propria sinistra e non verso il centro, come invece professava il segretario del Pd Pierluigi Bersani sino a qualche mese fa.<br />
Questa coalizione Pd-Idv-Sel può portare a dei risultati importanti anche nel futuro, perchè solo l&#8217;unità tra fazioni di mentalità simile può dare quella compattezza necessaria a governare e ad amministrare bene il territorio.<br />
D&#8217;altro canto, Silvio Berlusconi ha dichiarato con un laconico &#8220;<em>Ve ne pentirete, milanesi e napoletani</em>&#8221; questa pesante batosta. Una batosta che tutti tra Pdl e Lega hanno dovuto accettare e riconoscere: Salvini della Lega Nord, ma anche Cicchitto, Lupi e il coordinatore del Pdl Denis Verdini hanno chiaramente affermato che alcune cose sono state sbagliate in termini di campagna elettorale e non solo.<br />
Ora, per l&#8217;attuale Maggioranza di Governo è tempo di fare una profonda riflessione su ciò che è stato fatto e su ciò che si dovrà fare.<br />
Anche grazie al gruppo de &#8220;I Responsabili&#8221;, Pdl e Lega Nord hanno i numeri per poter governare e per poter attuare le proposte di Legge in calendario, ma le varie divisioni all&#8217;interno del partito più votato in Italia nelle ultime elezioni politiche non si possono trascurare.<br />
In tutta questa situazione confusionaria, con il Premier a volte invisibile e a volte guerriero, con il continuo conflitto tra quest&#8217;ultimo e Bossi, con tutti i problemi che stanno sorgendo settimana dopo settimana, il Pdl può sorridere per un fatto però: nel profondo sud, in Calabria, nette sono state le vittorie della coalizione di centro-destra, forse proprio perchè sono stati appoggiati volti nuovi ed innovativi, in un contesto politico che invece stava divenendo sempre più scadente, scontato, monotono.<br />
Che sia questa la soluzione per salvare il salvabile in futuro?</p>
<p>Intanto, però, è necessario ricordare un fatto a dir poco fondamentale.<br />
Nel 1999 Massimo D&#8217;Alema, durante il solito confusionario biennio di centro-sinistra  al Governo, aveva dato un peso particolare a quelle che erano le amministrative di quel periodo: allora finì con una vittoria schiacciante delle nuove forze di destra liberale che sempre più spingevano verso un&#8217;innovazione del Paese.<br />
Proprio a causa di quella pesante sconfitta l&#8217;attuale Presidente del Copasir e allora Presidente del Consiglio dei Ministri si dimise quasi subito.<br />
Il premier Berlusconi, non più tardi di un paio di mesi fa come detto, era uscito con proclami molto simili a quelli che erano stati allora di Massimo D&#8217;Alema: che queste Elezioni siano la tappa iniziale per una rinnovata era politica?<br />
Solo i prossimi mesi ce lo potranno dire, anche se la strada del tramonto, per il Berlusconismo pare essere dietro l&#8217;angolo.</p>
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		<title>Phil Jackson: il ritiro del coach più vincente della storia NBA</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 05:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Mamone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ventuno stagioni, undici Titoli portati a casa e oltre 1000 partite vinte da coach dopo, Phil Jackson lascia ufficialmente il basket NBA al termine di questa stagione. Il ritiro di un uomo leggendario per la pallacanestro, una persona speciale, particolare, che ha saputo far crescere e maturare svariati fenomeni del basket NBA. L&#8217;ha saputo fare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnord.com/wp-content/uploads/2011/05/phil-jackson.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-23597" src="http://www.ilnord.com/wp-content/uploads/2011/05/phil-jackson.jpg" alt="" width="273" height="184" /></a>Ventuno stagioni, undici Titoli portati a casa e oltre 1000 partite vinte da coach dopo, Phil Jackson lascia ufficialmente il basket NBA al termine di questa stagione.</p>
<p>Il ritiro di un uomo leggendario per la pallacanestro, una persona speciale, particolare, che ha saputo far crescere e maturare svariati fenomeni del basket NBA. L&#8217;ha saputo fare con le sue tecniche particolari, l&#8217;ha saputo fare con una straordinaria gestione mentale dei giocatori che ha avuto a disposizione. Il suo modo di allenare, di insegnare vita e basket ai suoi uomini, di far capire come queste due componenti si intrecciano continuamente, è e sarà unico, per sempre.<br />
La sua carriera si chiude maluccio, visto che i suoi Los Angeles Lakers sono stati pesantemente sconfitti dai Dallas Mavericks per 4-0 nelle Semifinali di Conference ad Ovest.</p>
<p>Ha chiuso male, dunque, per certi versi malissimo, ma questa stagione buia di certo non può far dimenticare tutto ciò che ha fatto nella sua carriera.<br />
Una carriera da allenatore iniziata nella CBA, una delle Leghe minori del basket americano e proseguita nei Chicago Bulls del biennio 1987-89, come vice-coach. Poi, il salto di qualità, con la sua ascesa a capo-allenatore della squadra della città del vento.<br />
I Chicago Bulls di Phil Jackson verranno sempre presi come modello nella storia NBA, per la loro quadratura, la loro fame di vittorie e la loro inesorabile superiorità.<br />
E&#8217; in questo periodo della sua carriera, che Jackson compie il primo vero miracolo: trasformare Michael Jeffrey Jordan da fenomeno singolo a leader corale, da ragazzotto talentuoso a uomo maturo. Il rapporto tra lui e Jordan è una delle cose più affascinanti  nella storia della Lega Americana; una coppia che ha fatto sognare la città di Chicago per anni ed anni e che ha portato i Bulls all&#8217;apice della propria storia, con due Three-Peat, ovvero con tre Titoli consecutivi, in due occasioni distinte (1991-93, 1996-98).<br />
Carriera finita? Beh, per essere ricordati nella storia forse sarebbe bastato questo, ma quella di Chicago è solo una delle tante parentesi del signor Jackson.<br />
Anno di grazia 1999. Jackson sbarca a Los Angeles con l&#8217;obiettivo di riportare la città degli angeli nell&#8217;albo d&#8217;oro della NBA dopo un digiuno troppo lungo per essere vero, nella patria di Magic Johnson e Kareem Abdul Jabbar.<br />
Ed è qui che avviene il secondo miracolo Jacksoniano.<br />
Shaquille O&#8217;Neal, leader della squadra Californiana, fino a quel momento perdente di lusso,  trova con lui quella voglia di mettersi in forma e quella voglia di maturare che forse mai aveva avuto nella sua vita e nella sua carriera. Con Jackson, O&#8217;Neal diventa finalmente leader, si consacra ad altissimi livelli, domina avversari, allenatori, si fa coccolare dal pubblico di Los Angeles che lo erge a idolo. Shaquille O&#8217;Neal diventa il trascinatore di quei Lakers che a loro modo rimarranno nella storia.<br />
Jackson riporta il titolo NBA a Los Angeles al primo colpo, alla prima stagione; e non si fermerà nemmeno stavolta. La stagione 2000-2001, infatti è un vero dominio gialloviola, quella successiva non è nemmeno commentabile visto l&#8217;abisso tra i Lakers e le altre compagini. Jackson entra ufficialmente nei primissimi della storia NBA: altro Three-peat, il terzo con due squadre diverse.</p>
<p>Dopo un anno di transizione nel 2003 e dopo la terribile esperienza cestistica dell&#8217;anno successivo, quando con i Big Four Payton-Bryant-O&#8217;Neal-Malone i Lakers vengono sconfitti in maniera netta (4-1) durante le Finals &#8217;04 per mano dei Detroit Pistons, l&#8217;ex Bulls decide di diventare anche un ex Lakers.<br />
Al termine di gara5, a Detroit, l&#8217;uomo del Montana si presenta ai microfoni sorridente e sereno e annuncia il suo ritiro. Un ritiro che però non sarà definitivo.</p>
<p>Per la città degli Angeli, infatti, la stagione 2004-o5 è la peggiore dell&#8217;ultimo decennio e un suo ritorno serve necessariamente, per ricostruire squadra e dinastia.<br />
La situazione è complessa, ma Phil Jackson è un uomo destinato; dopo un biennio di problematiche, di brutte sconfitte e di stagioni mediocri, torna la competitività.<br />
I Lakers compiono gli innesti giusti, acquisiscono Pau Gasol in uno scambio molto discusso e..che il nuovo ciclo abbia inizio!<br />
La cocente sconfitta subita durante le Finals 2008 contro i rivali di sempre, i Boston Celtics, dà il là ad un biennio fatto di vittorie e soddisfazioni.<br />
Nel 2009, i Lakers vincono facilmente contro Orlando e tornano sul trono della NBA; nel 2010, invece, compiono la loro rivincita sui Boston Celtics ottenendo il Repeat, il secondo titolo consecutivo in due anni.<br />
In questo lasso di tempo, in questo quinquiennio che va dal 2006 al 2011, Jackson compie quello che sarà il suo terzo ed ultimo miracolo cestistico: far diventare Kobe Bryant un uomo spogliatoio. Secondo violino durante il Three-Peat 2000-2002, Bryant ha sempre mostrato un certo astìo nei confronti di Jackson, astìo che spesso li ha portati a scontri e litigi. Ma l&#8217;ex Bulls ha saputo trattarlo nella maniera più adeguata, insegnandogli tanto, facendogli capire quali sono i sacrifici da fare per diventare leader e quando arriva il momento di fare dei passi indietro, per maturare.<br />
Il Kobe Bryant che Jackson regala all&#8217;NBA in questo Repeat è un Kobe Bryant nuovo di zecca mentalmente, ma con la fame agonistica che sempre l&#8217;ha contraddistinto.</p>
<p>E così, si arriva ad oggi. Il 2011 era stato visto da molti come la perfetta chiusura di un cerchio; la prospettiva del quarto Three-Peat, il 12esimo anello, l&#8217;ultimo prima di una più che meritata pensione.<br />
Ma gli Dei del basket non sempre possono essere buoni, specie con chi così spesso lo sono stati. Phil Jackson, nel maggio del 2011, si presenta alle telecamere dopo gara4, stavolta a Dallas, non a Detroit. Ma si presenta sorridente e sereno come sette anni prima. Annuncia le sue ultime parole da coach, facendo qualche battuta e dell&#8217;acuto sarcasmo, come ha sempre saputo fare nella sua carriera.</p>
<p>Carriera che stavolta è giunta per davvero al termine, però.<br />
Ora Jackson è libero di dare il via all&#8217;ultima parte della sua vita: i viaggi nell&#8217;amato Montana, i giri con la sua moto, le sue letture Zen; la pesca, la pace e la tranquillità. E magari un pò di Lakers, ma solo in televisione.<br />
Perchè nella sua carriera, il coach più vincente della storia NBA, ha già ampiamente dato il proprio contributo alla storia.</p>
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		<title>Superenalotto Dubbioso</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 07:16:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Nord</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gentile Direttore, il montepremi, a mio avviso insensato, del superenalotto sinceramente mi fa venire un dubbio che non avevo considerato. Sbirciando tra i dati che molti giornali pubblicano, risulta piuttosto strano il gioco di probabilità; risulta sospettosa la proporzione tra il numero di combinazioni giocate e le schede vincenti. Partiamo informando gli italiani che le]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Direttore,</p>
<p>il montepremi, a mio avviso insensato, del superenalotto  sinceramente mi fa venire un dubbio che non avevo considerato. Sbirciando tra i  dati che molti giornali pubblicano, risulta piuttosto strano il gioco di  probabilità; risulta sospettosa la proporzione tra il numero di combinazioni  giocate e le schede vincenti. Partiamo informando gli italiani che le  combinazioni possibili sono oltre 622 milioni, pari all’incirca a popolazione di  Stati Uniti ed Europa messe insieme. Non poche. E’ più probabile alzare la  cornetta del telefono, comporre un numero a caso e sentirsi rispondere da Sharon  Stone (è un esempio che sta circolando perché pittoresco). Solo nei primi mesi  di quest’anno abbiamo speso 2,1 miliardi di euro, e quasi la metà di questa  spaventosa cifra è andata alle casse dello Stato; chissà come li spenderanno…Dal  1997, anno in cui partì questo gioco (d’azzardo legalizzato e accessibile anche  ai minori), abbiamo giocato 30 miliardi e solo 91 volte hanno azzeccato il  magico 6. Prendete un foglio bianco e fate due conticini. Non è strano che da  otto mesi nessuno indovina questo “bingo surreale” benché siano state giocate  4,2 miliardi di combinazioni?</p>
<p>Con il montepremi stellare, gli italiani incrementano le  puntate per il loro vizio e lo Stato incassa sempre di più. E’ pertanto  conveniente per il Ministero delle Finanze lo stato confusionale di dipendenza  della popolazione. La stupidità del giocatore medio sta semplicemente nel fatto  che si illude e spende di più solo perché vede un montepremi vertiginoso. Ho una  convinzione, tutta mia personale: in Italia gira una quantità di denaro che  sarebbe sufficiente per far vivere dignitosamente tutti i cittadini, ma una  gestione indisciplinata e superficiale della moneta circolante fa si che vi  siano, nel 2010 d.C., sacche di povertà inaccettabili.</p>
<p>Marco  Chierici</p>
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